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Il Centro Esperança ha cambiato volto

L'ingresso del "nuovo" Centro Esperança

Il Centro Esperança ha cambiato volto

Completati a Maputo i lavori di restauro della sede dell'omonimo progetto di sostegno a distanza: terminata la parte infrastrutturale, è ora il turno di mobilia e arredi. Perché la promozione dello sviluppo passa anche attraverso pulizia e decoro.

Dai primi giorni di luglio è tornata a nuovo anche la scritta all’ingresso della veranda. “Cesvitem Moçambique - Projecto Esperança”. È la ciliegina sulla torta che sancisce la conclusione dei lavori di restauro del Centro Esperança, dal 2006 sede dell’omonimo progetto di sostegno a distanza a favore di bambini e ragazzi vittime dell’Aids. Siamo nel cuore di Maxaquene, uno dei quartieri storici della periferia di Maputo. “Il centro ha cambiato volto - racconta con orgoglio Figueiredo Rosario, rappresentante del Cesvitem Mozambico -. Era dal gennaio 2006, giorno dell’inaugurazione, che non veniva realizzato un intervento di manutenzione così radicale. Ora è stato rimesso tutto a nuovo: i beneficiari, le loro famiglie e lo staff degli operatori hanno di nuovo a disposizione un punto di riferimento sicuro e ospitale”.

Il centro è una struttura molto semplice: quattro ambienti, più una veranda ed il blocco del servizi igienici. Tutto disposto su un unico piano, per una superficie complessiva di circa 130 metri quadri. “Si tratta di una costruzione perfettamente in linea, dal punto di vista architettonico, con il resto del quartiere - sottolinea Figueiredo -. Una scelta “stilistica” con un significato ben preciso: volevamo una struttura che la gente di Maxaquene potesse guardare con fiducia, senza sentirsi in soggezione. Ma allo stesso tempo il centro deve risaltare a livello di pulizia e decoro, lanciando un segnale a chi ci passa davanti e vive in quartieri profondamente degradati. Prendiamo in prestito dagli amici dell’AVSI lo slogan “Educare attraverso la bellezza”, che accompagna il progetto di potenziamento dell’istruzione primaria a cui stiamo collaborando nei quartieri di Chamanculo e Xipamanine: anche questo è un modo per promuovere lo sviluppo delle periferie di Maputo”.

Nel primo semestre del 2017 sono state realizzate tutte le opere infrastrutturali previste dal progetto di riabilitazione. “Siamo partiti dall’intervento più urgente, ovvero l’abbattimento e il rifacimento del muro di cinta che corre lungo due lati del centro e che ormai presentava grossi problemi di staticità. Abbiamo poi proseguito con il rifacimento della pavimentazione della veranda e la riabilitazione di tutta la parte idraulico-sanitaria, compresi i bagni per gli operatori e per gli utenti. Un passaggio molto importante è stata l’installazione della nuova cisterna sopraelevata, che garantirà il rifornimento d’acqua a tutto il centro”. C’è stato spazio anche per qualche miglioria in corso d’opera. “Abbiamo eliminato l’ingresso carrabile, che non veniva mai utilizzato, sostituendolo con un cancello pedonale. Inoltre abbiamo eliminato l’aiuola tra la veranda e il muro di cinta, poco utilizzata visto che la ristrettezza dello spazio impediva di piantumare delle piante. Cementando la fascia di terra e prolungando il tetto abbiamo ingrandito in modo significativo la veranda, lo spazio normalmente più utilizzato dell’intero centro”. La ritinteggiatura integrale di tutte le pareti, interne ed esterne, ha completato l'opera

Finiti i lavori di restauro, per completare l’opera manca solo la fornitura di arredi come tavole e panche e di materiali di consumo per l’ordinaria operatività del centro. “Ringraziamo di cuore - conclude Figueiredo - chi ha sostenuto con generosità i lavori di restauro. E grazie a chi ci aiuterà ad arredare questi spazi. Ripeto, il valore di questo intervento va ben oltre l’aspetto economico: tenere pulita e in ordine una struttura del genere, in mezzo al degrado generalizzato delle periferie di Maputo, è un messaggio di speranza per tutta Maxaquene”.

Notizia del 17/07/2017


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