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Lilian (a sinistra) e una delle ragazze di EFA

Un sogno di riscatto nato da 25 ragazze in fila

» partito il Progetto Girl Power, l'iniziativa contro lo sfruttamento sessuale di bambine e ragazze che ci ha riportato in Tanzania al fianco di Equality for All. Diciannove ragazze da aiutare, ultima tappa di un percorso cominciato una notte di sedici anni fa.

Girl Power, il nuovo progetto con cui il Cesvitem è tornato in Tanzania, ha gli occhi profondi di Doreen, 17 anni. Costretta a prostituirsi da quando ne aveva appena dieci per mantenere la sua famiglia. Ha il volto di Demetria, che si offre agli uomini del suo villaggio in cambio di cibo dopo che il marito l’ha abbandonata per aver dato alla luce due bambini disabili. Ha il sorriso di Noela, che sogna di diventare avvocato anche se il padre alcolizzato minaccia continuamente di venderla ad altri uomini. In tutto sono diciannove le bambine e le giovani donne a rischio prostituzione che ci siamo impegnati a sostenere nel 2017, regalando loro un nuovo inizio, una nuova opportunità di vita. Il tutto grazie all’impegno sul campo degli operatori di Equality for All, giovane ong tanzaniana impegnata contro lo sfruttamento sessuale di bambine, ragazze e donne nell’area di Moshi, nella regione del Kilimanjaro, 

La fondazione ufficiale di EFA risale al 2014, ma le sue radici affondando molto più indietro nel tempo. Ce lo racconta Lilian Msaki, fondatrice e direttrice dell’ong. Una giovane donna che ha fatto del sostegno ad altre giovani donne lo scopo della sua vita. Il tutto partendo da un episodio ben preciso. “Sono passati sedici anni, ero ancora alle scuole superiori. Una sera mio cugino, che aveva appena rilevato una licenza come tassista, invitò me e mia sorella a fare un giro in macchina per le strade di Moshi. Non volle anticiparci dove ci avrebbe portato, ma ci disse “Adesso vi porto a vedere una cosa che alla luce del sole neanche vi immaginereste. Vi porto a vedere come vengono ridotte di notte le rispettabili donne che vedete in giro durante il giorno”. Faticavo a capire, ma quando arrivammo in una zona chiamata Malindi vidi con i miei occhi almeno venticinque donne e ragazze schierate in linea, una a fianco all’altra”. 

“Con mia grande sorpresa - continua Lilian - un gruppo di sette uomini, che sembravano essere un gruppo di amici, cominciò ad analizzare con lo sguardo le ragazze per decidere quale portarsi a letto in cambio di pochi spiccioli. Le passavano in rassegna, come se stessero scegliendo quali pomodori comprare al mercato. Uno degli uomini chiese ad una ragazza di girarsi, per valutarne il fisico. E la ragazza obbedì all’ordine. Ma evidentemente non gli andava bene e così ripeté la stessa scena con altre donne, finché non trovò quella di suo gradimento. I suoi amici erano piegati in due dalle risate, i miei occhi erano pieni di lacrime”. 

“Non riuscivo a sopportare quella scena, e quelle immagini continuarono a tormentarmi per tutta la notte. Mi chiedevo come potessero succedere cose del genere, come un essere umano potesse degradarne un altro fino a quel punto. Quella notte mi aprì gli occhi. Sentii salire dentro di me il desiderio, la volontà di fare qualcosa per quelle ragazze. Cominciai a informarmi e a comprendere molte cose sulla piaga della prostituzione in Tanzania. Scoprii che il fenomeno era ancora peggiore nelle aree rurali, dove molte donne praticano il cosiddetto “sesso di sopravvivenza”: in pratica vendono il proprio corpo in cambio di un pasto per sé e per i loro bambini. Capii dunque che la povertà è il primo fattore che spinge le donne in questo pozzo scuro. E che se queste donne avessero un’alternativa, avessero modo di guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro, probabilmente le loro vite cambierebbero”. 

“Ci sono voluti alcuni anni - conclude Lilian - perché tutto ciò sfociasse nella fondazione di EFA. Ma quando ora incontro le donne che seguiamo, la mia mente torna sempre a quella notte a Malindi, nel taxi di mio cugino. Gli occhi di quelle ragazze schierate in linea erano spenti. Negli occhi di Doreen, di Demetria, di Noela e di tutte le altre ragazze che aiutiamo spero di vedere presto una luce nuova”.

Vuoi contribuire a questo progetto? Vuoi sostenere l’impegno di Lilian? Clicca su “Sostieni questo progetto” nel box Approfondimenti e scopri tutte le modalità per effettuare la tua donazione.

Notizia del 24/01/2017


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